AM/Come cambierò l’Aeronautica Militare. Parla il Gen. Vecciarelli, CAPO DI SMA. L’intervista con il capo di Stato maggiore dell’Aeronautica militare Enzo Vecciarelli pubblicata sul mensile Airpress diretto da Flavia Giacobbe

 

Vecciarelli Enzo generaleRoma, 21 nov 2016 – (Pubblichiamo un estratto del seguente articolo da leggere nella sua completezza collegandosi al link indicato a fine paragrafo), di Alessandro Cornacchini (formiche.net).
Generale, lei a marzo ha assunto l’incarico di capo di stato maggiore. Quando si è trovato solo per la prima volta in questo ufficio quali considerazioni ha fatto, quali domande si è posto?

Quando si assume un incarico così importante, dalle responsabilità così specifiche, ci si chiede se l’organizzazione che si ha di fronte sia quella che ci si aspettava, la più idonea, cioè, ad affrontare le sfide del futuro e a ricoprire un ruolo rilevante nella complessa struttura della difesa e della sicurezza nazionali. Con l’analisi delle diverse funzionalità può accadere che ci si imbatta in lacune o incongruenze – direi inevitabili e presenti in qualunque organizzazione complessa – e sia quindi necessario introdurre dei correttivi.

È quanto riportato nel Libro bianco che parla del 25 per cento di riduzione degli addetti al comparto difesa.

Sì, esattamente. L’Aeronautica infatti passerà dalle 44mila unità a 34mila, con una riduzione di circa un quarto. Questo c’impone una rivisitazione complessiva della Forza armata, sia sotto il profilo organico sia sotto il profilo funzionale. 10mila persone, un numero considerevole che c’impone di fare le cose in maniera diversa, di ridisegnare la pianta organica della forza armata e concentrarci, come dicevo all’inizio del nostro incontro, sull’organismo fondamentale e tipico dell’Aeronautica militare, lo stormo, l’aeroporto, la pista di volo, il cuore da dove si origina e sviluppa la nostra attività. Allo stormo andrà data quindi priorità organica, verrà attribuita una sostenibile efficacia operativa e logistica in un’organizzazione più agile e snella a partire dalle strutture di staff e di comando. Lo stato maggiore, ad esempio, sarà liberato dalle numerose mansioni esecutive che svolge oggi e verrà organizzato affinché possa fare il suo mestiere di produrre pensiero, di focalizzare l’attività sulla dottrina d’impiego, sulla strategia, sulla proiezione futura della Forza armata. L’intervista completa prosegue qui >>> http://formiche.net/2016/11/20/aeronautica-vecciarelli/