Ammiraglio Abbo: “Vorrei incontrare la ministra Trenta”

Roma, 04 Gen 2019 – (Pubblichiamo un estratto della seguente intervista da leggere nella sua completezza collegandosi al link indicato a fine paragrafo) – di Giusi Brega – Sono anni che l’ammiraglio Diego Abbo denuncia alle autorità irregolarità di varia natura all’interno delle associazioni d’Arma. Segue intervista. – Senza farsi mancare neppure la contraffazione di un documento pubblico, ovvero di un Decreto Ministeriale. Insomma, ce n’è per tutti i (dis)gusti. Segnalazioni inviate, tra gli altri, all’allora ministra Pinotti e al nostro baldo generale Graziano. Ma nulla. Ora l’appello alla Trenta, chiedendo un incontro.

Ammiraglio Abbo, com’è iniziata la vicenda? «Tutto è iniziato con un processo di espulsione nei confronti del Luogotenente Ciro Guariglia, in pensione, all’epoca Presidente della sezione Anmi di Marmirolo, in provincia di Mantova. A seguito di alcuni scontri puramente dialettici, Guariglia è stato espulso dall’Anmi.

       

Mi ha chiesto dunque di fargli da difensore al processo. Cosa che mi è stata negata. Dopo alcune mie esternazioni su Facebook sulla vicenda, sono stato contattato dal Presidente della Associazione Nazionale Bersaglieri di Roma Massimo Flumeri, perché era incappato in un fatto analogo a quello del Luogotenente Guariglia».

E cosa ha scoperto? «Nel verificare quali fossero le motivazioni che avevano portato all’espulsione di Guariglia mi è stato fatto capire, da altre fonti, che – contrariamente a quanto previsto dallo statuto – la dirigenza Anmi percepiva uno stipendio, al nero, contravvenendo alle leggi fiscali».

Per legge non sono previsti compensi per la dirigenza, ma solo rimborsi spese. E i bilanci sono pubblici e verificati…
«Da una analisi dei bilanci presentati si può dedurre una diversa e corposa destinazione delle quote incassate dai soci, a fini privati e non istituzionali. L’intervista completa prosegue qui >>> https://www.sassate.it/difesa-abbo-intervista/

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