Droni militari: conosciamo l’RQ-7 Shadow dell’Esercito Italiano

Roma, 22 Lug 2018 – (Pubblichiamo un estratto del seguente articolo da leggere nella sua completezza collegandosi al link indicato a fine paragrafo) – di Marco Petrelli – Il drone miltare RQ-7 Shadow considerato il numero uno quanto ad attività di ricognizione, di raccolta e di elaborazione e trasmissione dati: da quattro anni in “servizio” a Viterbo presso il 1° Reggimento Antares dell’Aviazione Esercito. (Segue articolo). – “Ecco, ti presento il futuro del nostro mondo!” A guardare quel piccolo affare al centro dell’hangar, all’ombra dei più grandi Dornier e P180 non puoi fare a meno di pensare cos’abbia di tanto speciale.

Sì, ha un che di “vintage”: infatti, coda a doppia deriva ed elica spingente ricordano lontanamente il Cessna Sky Master del film Bat 21, fornendo un che d’esotico a quello strumento adagiato ai tuoi piedi.

Strumento che vola ma comandato a distanza da Marco Valente, capitano dell’Esercito, che non ha dubbi: l’RQ-7 Shadow è il numero uno quanto ad attività di ricognizione, di raccolta e di elaborazione e trasmissione dati.

Un drone, insomma, o più tecnicamente un UAV (Unmanned aerial veichle) progettato negli Stati Uniti e da quattro anni in “servizio” a Viterbo presso il 1° Reggimento Antares dell’Aviazione Esercito.

Sviluppato dal Pioneer, un prototipo della metà degli Anni ’80, lo Shadow è in dotazione alla US Army, al Corpo dei Marines e in Italia all’AVES che, peraltro, è l’unica ad averlo nei suoi ranghi nonché unica specialità a possedere velivoli di questo tipo.

“È in tutto e per tutto un aereo – mi spiega Valente – tanto che per pilotarlo ho dovuto seguire un corso di BPA (Brevetto Pilota Aereo) al 70° Stormo perché alcuni comandi sono comuni”. L’articolo completo prosegue qui >>> https://www.gqitalia.it/gadget/hi-tech/2018/07/20/droni-shadow-200-occhi-volanti-dellesercito-italiano/?refresh_ce=