Firmato il contratto di militari e polizia. Alla vigilia del voto 50 euro netti di aumento. I pompieri aspettano

Roma, 27 gen 2018 – Alla fine il governo l’ha spuntata, ma in un clima di malcontento generale: nella nottata di ieri approvato il nuovo contratto nazionale di lavoro dei comparti Sicurezza e Difesa. Militari e forze dell’ordine portano a casa un magro contentino, un aumento di 50 euro netti mensili. «Erano nove anni che non si faceva un contratto ha detto ieri in conferenza stampa il ministro della Funzione pubblica, Marianna Madia – Credo sia un risultato molto importante». Dimenticandosi, però, di ricordare che ci sono voluti tre anni affinché il governo, guarda caso a ridosso delle elezioni del 4 marzo, si decidesse a rispettare le imposizioni della Corte costituzionale, che obbligava a un rinnovo contrattuale.

«Il metodo è inaccettabile hanno detto i rappresentanti di Sap, Ugl Polizia, Coisp, Consap, Osapp e Cocer Marina, Aeronautica e Carabinieri, ovvero i dissenzienti perché nonostante i lavori per il rinnovo si siano formalmente aperti il 25 luglio 2017, solo oggi viene presentata una bozza di piattaforma con la pretesa di procedere alla sottoscrizione in poco più di 24 ore». Insomma, dopo nove anni hanno avuto appena un giorno per decidere. «Firma estorta», protestano. I sindacati di polizia sono, infatti, stati costretti a firmare, nonostante il dissenso, perché per legge, altrimenti, sarebbero stati esclusi dalla trattativa di secondo livello. In un comunicato il Cocer Marina chiarisce: «Abbiamo chiesto fino all’ultimo di avere un valido motivo per firmare, ma il governo è stato sordo».

       

E c’è chi spiega che il contratto potrebbe essere viziato. Secondo l’articolo 883 comma 2 del Testo unico dell’ordinamento militare, infatti, «il militare eletto quale rappresentante cessa anticipatamente dal mandato». Ebbene, il presidente del Cocer interforze, del Cocer Esercito e direttore generale del personale militare, il generale Paolo Gerometta, è da tempo in ausiliaria. È da chiedersi come possa un delegato in congedo, che ricopre un ruolo che non potrebbe ricoprire, firmare un contratto nazionale di lavoro. «Non si è mai visto nella storia che i ministri vengano convocati hanno spiegato alcuni delegati per concludere l’accordo a notte inoltrata. Si vede che avevano parecchia fretta». L’articolo completo lo trovi qui >>> www.ilgiornale.it

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