RIALLINEAMENTO COMMISSARI: CRESCONO LE ADESIONI ALLA PROTESTA DEL 20 SETTEMBRE

polizia_penitenziariaRoma, 13 Set 2016 – Riceviamo e pubblichiamo – da Co.Fu.Pe. – Si stratificano le iniziative di protesta contro le ingiustizia perpetrate negli anni ai danni del Corpo di Polizia Penitenziaria. Dopo l’OSAPP ed il Co.Fu.Pe. (Comitato Funzionari di polizia penitenziaria) ecco che intervengono a difesa della categoria dei commissari e dell’intero Corpo anche l’ associazione “Con divisa” ed “ammazzateci tutti” di Lia Staropoli e del dott. Pecora,  che chiedono a gran voce il riallineamento dei Funzionari che  in altri termini significa garantire la stessa possibilità di accedere al percorso professionale e, quindi,  all’ inquadramento giuridico economico degli omologhi di Polizia di Stato, registrandosi sul punto una carriera fortemente penalizzata da una serie di limitazioni, che mal si conciliano con gli incarichi di responsabilità spesso ricoperti dai Funzionari di Polizia penitenziaria, aventi funzioni di Comandante del Reparto in Istituti Penitenziari di medie e grandi dimensioni, quindi operatori in prima linea nel loro quotidiano vissuto lavorativo.

Malgrado il decorso di nove mesi dall’approvazione della legge di stabilità (l’art. 1 comma 973 della legge n. 280/15 (legge di stabilità 2016) che ha  disposto la  suddetta equiparazione nell’articolazione delle qualifiche, nella progressione di carriera e nel trattamento giuridico ed economico) la categoria dei Funzionari è ancora in attesa della riforma in essa tracciata, nonostante il Ministro della Giustizia in più occasioni abbia palesato la ferma volontà di darvi corso ed è cronaca di questi giorni una serie di suoi incontri per sollecitare il suo inserimento in un testo di rapida definizione in Parlamento, affinché possano essere utilmente spesi i fondi a suo tempo stanziati per l’operazione in questione. A questo punto il Corpo di polizia penitenziaria spera che non si tratti di un’altra  promessa mai attuata dopo le ultime, ed in particolare quella del maggio 2015, quando in occasione della festa del Corpo, il ministro aveva garantito “..Posso qui annunciare, finalmente, che è stata già predisposta una norma con individuazione anche delle risorse economiche. Essa sarà presentata dal Governo come emendamento al disegno di legge relativo al processo penale e all’ordinamento penitenziario, pendente in commissione giustizia alla Camera…”

Ed infatti, superato lo scoglio della reperibilità di adeguate risorse per sostenere un progetto –  unico motivo che poteva giustificare la mancata attuazione di una riforma, che avrà riflessi positivi sull’intero sistema penitenziario nella misura in cui valorizzerà una importante figura operante al suo interno, che saprà sollecitare, con rinnovato entusiasmo,  un maggiore impegno e senso del dovere negli appartenenti al Corpo – ci si interroga sul motivo reale per cui gli esponenti politici non sentano il dovere – morale, prima ancora che giuridico –  di darvi corso.

Prosegue pertanto l’organizzazione della serie di  proteste che avranno inizio il 20 settembre in Via Arenula e che vedranno la partecipazione di diversi esponenti politici, tra cui Rita Bernardini, contattata personalmente dal presidente del Co.Fu.Pe., che darà eco all’evento attraverso la popolare radio radicale, da sempre in prima linea a difesa delle problematiche penitenziarie. La manifestazione del 20 settembre, sarà solo la prima di una serie di iniziative, e non si esclude il ricorso a trasmissioni televisive come striscia la notizia e fino ad arrivare alla richiesta collettiva di transito in altre forze di Polizia. Oltre alla mancata attuazione del riallineamento dei commissari (ma il Co.fu.Pe. si batterà  anche per il futuro riallineamento degli altri ruoli della polizia penitenziaria) si lamenta l’ulteriore probabile penalizzazione in tema di  riordino delle carriere di cui alla legge Madia, laddove si registra la difficoltà di creare anche per la Polizia penitenziaria la stessa aliquota percentuale di posti dirigenziali, per l’incapacità  di ridisegnare adeguatamente la geometria penitenziaria, nella quale dare ai Dirigenti penitenziari civili incarichi e funzioni di taglio e respiro superiore e diverso rispetto a quelli da affidare ai Funzionari del Corpo in ossequio a quanto richiesto dall’art. 8 della legge Madia che prevede la “sostanziale- ergo effettiva- parificazione tra forze di polizia”, il che si traduce anche nel diritto alla stessa percentuale di dirigenti.

Si auspica che il Ministro della giustizia dia a breve notizie certe riguardo all’attuazione del riallineamento, magari in occasione della manifestazione del prossimo 20 settembre.

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