AGGIORNAMENTO SUL RIORDINO. Ci sarà l’omogeneizzazione delle denominazioni delle qualifiche?

 

Roma, 30 gen 2017 – Continuano i lavori per l’attuazione della delega contenuta nella legge Madia relativa al c.d. RIORDINO delle carriere delle forze di polizia e FF.AA.  che dovrà necessariamente essere licenziata entro il  28.02.2017.

       

Notizie ufficiose dicono che per il riordino si sarebbe in dirittura d’arrivo, avendo le amministrazioni consegnato la settimana scorsa le loro richieste, che adesso sarebbero al veglio definitivo del governo per la loro armonizzazione e conversione in decreto legislativo.  A prescindere dall’esito che avrà il bonus degli 80 euro (noi naturalmente auspichiamo di incassare sia bonus che riordino, oltre che il contratto, il quale tuttavia avrà un ammontare limitato considerato che già si percepisce l’indennità di vacanza contrattuale) gli occhi degli oltre cinquecento mila appartenenti alle forze dell’ordine e delle loro famiglie sono puntati prevalentemente sul riordino, che oltre ad avere stabilità nel tempo, ha valenza pensionistica, comporta progressioni di carriera per tutte le qualifiche e ingenti incrementi economici, diversamente dai bonus che costituisce un mero “contentino”. Inoltre il riordino, a differenza del bonus, avvantaggia anche le sigle sindacali, permettendo un maggiore incremento della percentuale di ritenuta sindacale.  Si auspica inoltre che il riordino, preveda l’omogeneizzazione della denominazione delle qualifiche tra forze di polizia in virtù di quanto previsto  dall’art. 8 comma 1 lett. A) che prevede attribuisce tale possibilità: “..l’eventuale unificazione, soppressione ovvero istituzione di ruoli, gradi e qualifiche “. In particolare è necessario che la denominazione di commissario coordinatore penitenziario sia convertita in vice questore penitenziario, così come accaduto per la qualifica di commissario superiore, convertita in vice questore forestale per volontà dell’ex Ministro Alemanno con il plauso del suo Corpo. Tutto ciò dipenderà dal peso e soprattutto dalla volontà del Ministro Orlando. Una cosa è certa, il riordino non può saltare malgrado gli ultimi richiami della commissione europea sul bilancio, essendo esiguo l’ammontare necessario a finanziare il riordino (circa 200 milioni di euro) e considerato che al massimo il governo potrà decidere di non reiterare il bonus.

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