Audizione alla Camera del Cocer, Congedi: “siamo specifici per compiti e non per partito preso ecco perché dovete rimuovere il blocco stipendiale”. Cocco: “Pensioni, si rischia il default!”

 

       

 

banca-dati-camera-deputati-15112012Roma, 5 giu 2013 – La speranza di tutti gli uomini e le donne che servono l’Italia in armi è che a fine di questo dibattito tra le Rappresentanze Militari e Sindacali del Comparto Difesa e Sicurezza, la dignità, quella dei veri servitori dello Stato, possa essere tutelata e rivitalizzata dopo un triennio di blocco forzato degli stipendi e delle ambizioni del personale.

Il vecchio adagio ricorda che chi di speranze vive di speranze muore ecco perché oggi nessuno si fa illusioni. Nonostante i primi segnali di “apertura” che stamani i delegati della R.M. hanno percepito nelle intenzioni di alcuni gruppi parlamentari in occasione dell’incontro tra la IV commissione difesa della Camera ed i delegati del Co.Ce.R. Interforze. A dare il loro palese si allo sblocco delle retribuzioni sono stati i rappresentanti di Scelta Civica, Sel, M5S, Gruppo Misto. Ambigua invece è stata la posizione del PD e del PdL in materia.

La delegazione del Co.Ce.R. Esercito era composta dal Gen.D. Paolo Gerometta, dal 1°Mar.Lgt. Roberto Congedi, dal Serg. Magg. Capo Gennaro Galantuomo e dal C.le Magg.Capo Scelto Pasquale Cocco. La delegazione ha consegnato due documenti alla commissione difesa della Camera condivisi dal consiglio relativamente al blocco stipendiale per il 2014 ed allo schema di armonizzazione previdenziale. Riportiamo alcuni passaggi degli interventi del Cocer Esercito con il Gen.D. Paolo Gerometta che dopo i doverosi ringraziamenti alla commissione ha puntualizzato sull’operatività della Forza Armata e su come il blocco abbia inciso sulla spinta motivazionale del personale citando casi estremi in cui molto spesso il personale viene chiamato a svolgere funzioni superiori e si trovi ad avere una retribuzione non commisurata alla responsabilità d’impiego e decisionale.

A seguire per l’Esercito è intervenuto il Primo Mar. Lgt. Roberto Congedi che ha dichiarato: “sul personale si stanno riversando non solo i problemi causati dal blocco degli ultimi anni ma anche i tagli lineari che vengono dai precedenti governi che indirettamente incidono sul personale. E’ utile ricordare in questa occasione – ha evidenziato Congedi- che noi militari siamo l’unica categoria del pubblico impiego che contrae un rapporto di lavoro con l’amministrazione mettendo in conto anche il sacrificio della vita per l’assolvimento di propri compiti istituzionali. Non c’è alcun altro istituto di diritto pubblico o privato che prevede l’estremo sacrificio nel rapporto di lavoro. Né tantomeno vogliamo essere retorici ma pare doveroso ricordare che la nostra Forza Armata negli ultimi anni solo nelle missioni di pace ha lasciato sul campo più di 50 uomini. Dolore che molti di voi Onorevoli avete avuto modo, nel recente passato, di toccare con mano. Noi –ha rimarcato Congedi- abbiamo finito le scorte di sopravvivenza, il personale è allo stremo delle risorse. Noi del Co.Ce.R. Esercito tutti i giorni siamo contattati da colleghi in difficoltà  e stiamo cercando di rincuorarli. Stiamo cercando di tutelare tutti e sappiamo che anche la nostra Amministrazione è in difficoltà a causa di un restringimento continuo delle risorse disponibili. Oggi però i tempi sono maturi per dare delle risposte concrete a chi rappresentiamo visto che nelle ultime ore l’Europa ha sciolto i dubbi sui nostri conti pubblici.

A nome dell’Esercito, pertanto, vi chiedo di implementare la vostra discussione sui dettami dell’articolo 36 della Costituzione (“Il lavoratore ha diritto ad una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia un’esistenza libera e dignitosa. ndr) che si connette all’articolo 19 della legge 183/2010 sulla specifità del nostro Comparto. Siamo diversi per compiti presi non per privilegi – ha concluso Congedi- questa comunicazione dobbiamo avere tutti il coraggio di farla passare solo così, chi ci guarda potrà comprendere perché diciamo no ad una ulteriore proroga del blocco stipendiale”.  Dopo un’abbondante ora di discussione l’attenzione è stata portata sull’altro argomento che sta molto a cuore al personale militare ossia l’armonizzazione della riforma previdenziale.

Successivamente il Gen. D. Paolo Gerometta ha riportato agli Onorevoli gli aspetti della scheda di armonizzazione previdenziale per il personale militare evidenziando come il Co.Ce.R. Esercito abbia individuato in un Graduato il relatore del provvedimento a testimonianza della sensibilità sul tema e gli effetti che potrebbero riversarsi sulle categorie con le retribuzioni più basse.

In merito è infatti intervento il C.le Magg.Capo Scelto  Pasquale Cocco che ha evidenziato gli aspetti “punitivi” dell’eventuale applicazione di tali norme volute dall’ex ministro Fornero che arrecherebbero grosse penalità al personale militare allorquando verrà posto in quiescenza. Molto apprezzato è stato l’intervento del rappresentante dell’Esercito che ha dato una caratura tecnico-politica al documento condiviso dall’intera sezione del Cocer snocciolato tutti i vari provvedimenti normativi subentrati dalla riforma Dini fino agli intendimenti della Fornero che penalizzano in particolar modo i giovani e coloro i quali dopo il 2028 dovranno lasciare il servizio attivo che rischiano seriamente di andare in pensione con meno del 60% dell’ultima retribuzione. Nella sua disamina il Graduato ha poi spiegato perché l’Amministrazione è chiamata ad intervenire con urgenza a tutela del personale in virtù del mancato avvio dei fondi pensione complementari che ormai dal 1996 aspettano di essere attivati con il serio rischio di mandare in default il sistema se non si interviene con celerità.

Il delegato Cocco ha poi concluso ricordando come i tre provvedimenti in itinere ovvero il blocco stipendiale, l’armonizzazione previdenziale e la legge di revisione dello strumento militare nr. 244/2012 debbano essere messi a sistema da parte dell’amministrazione al più presto al fine di poterne comprendere i reali effetti sul personale reclamandone i provvedimenti discendenti al fine di consentire agli organismi della R.M. un approfondito studio per attenuarne gli effetti sul personale.

Gli interventi sono stati conclusi dal relatore dell’interpellanza sul blocco stipendiale On. Domenico Rossi  che ha ribadito la propria netta e ferma contrarietà al blocco dello stipendio per il comparto difesa e sicurezza auspicando che al personale militare  possa essere quanto prima riconosciuta la specificità.

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