Il mio addestramento con i parà della Folgore

Livorno, 08 Apr 2018 – (Pubblichiamo un estratto del seguente articolo da leggere nella sua completezza collegandosi al link indicato a fine paragrafo) – di Marco Petrelli – Livorno, 06.45 del mattino. Il sole è appena sorto ma eccoli già lì pronti, schierati, elmetto in testa e arma individuale in pugno: sono i volontari in ferma prefissata di un anno (VFP1) dell’Esercito Italiano che aspirano ad indossare il basco amaranto della Brigata Folgore, cimentandosi in un iter di addestramento (modulo KS) che ha pochi eguali nelle Forze Armate. I volti tirati, gli occhi stanchi ma ancora forza nelle gambe: corrono da un lato all’altro della caserma con l’equipaggiamento addosso, senza mai fermarsi. Cosa li spinge a sostenere una prova così ardua? Per capirlo ho fatto una scelta radicale: calarmi nei loro panni e vivere, per qualche giorno, in mezzo a loro. La vestizione. “Parte dell’equipaggiamento che riceverà non è più in uso, ma viene comunque sfruttato perché l’allievo impari velocemente a sopportare stress e disagi”. E in effetti, una volta vestito, assomiglio al soldato Joker di Full Metal Jacket, con la cintura del gibernaggio che proprio non vuole saperne di restare allacciata e che provoca uno stress, appunto, al quale è bene mi adegui anche io…Lezione. Non è la prima volta che metto piede in una base militare ma la situazione vissuta alla caserma “Gerardo Lustrissimi” è completamente diversa rispetto al passato e non tanto per quello che indosso. Per sentirmi parte della 1° Compagnia Pantere, infatti, devo avere nozioni da allievo: topografia, cura dell’equipaggiamento e cercare di capire a cosa serva quel “mattone” di zaino che ti tiri dietro: “L’uniforme serve a sopravvivere, lo zaino a portare a termine il lavoro, il gibernaggio a combattere. Ciò che sta nello zaino e addosso va stagnato. Mi raccomando, stagnare tutto!” ripete il sergente maggiore che mi segue e dal quale ricevo anche rudimenti d’uso dell’arma in dotazione.  L’articolo completo prosegue qui >>> https://www.gqitalia.it/underground/2018/04/06/il-mio-addestramento-con-i-para-della-folgore/