Militari e i social network: Quali i limiti da rispettare

Roma, 10 Apr 2019 – (Pubblichiamo un estratto del seguente articolo da leggere nella sua completezza collegandosi al link indicato a fine paragrafo) – di Avv. Francesco Fameli – L’ambito militare non poteva rimanere escluso dalle ricadute, positive e negative, derivanti dall’utilizzo su larga scala di questi mezzi di comunicazione di massa. Segue. – Negli ultimi anni, la diffusione su larga scala di strumenti di comunicazione e di interazione di massa come i social network, veri e propri spazi virtuali aperti a tutti, in cui ogni utente può manifestare le proprie opinioni e rivelare i propri gusti (lasciandone traccia), ha ridefinito i termini di tutte le relazioni sociali. Il rapporto di lavoro, ed in particolare – per quel che più ci interessa – il rapporto di lavoro alle dipendenze delle Forze Armate, non poteva non esserne toccato.

Sul piano giuridico, ciò ha costretto e tuttora costringe ad una difficile opera di revisione e adeguamento delle categorie tradizionali che costituiscono i capisaldi della disciplina di quel rapporto. È il caso del diritto di critica del militare-lavoratore (su cui ci soffermeremo), da un lato, e del potere datoriale di controllo, dall’altro.

       

Del resto, con l’avvento dei social, l’espressione del diritto di critica si trova di fatto in grado di raggiungere in un “click” un pubblico di utenti potenzialmente sconfinato, ed al contempo le possibilità di controllo possono spingersi fino ad un grado di pervasività mai sperimentato in precedenza.

Tanto considerato, in buona sostanza, cosa possono pubblicare su Facebook (e più in generale su internet) gli appartenenti alle Forze Armate o di Polizia senza incorrere in sanzioni disciplinari, o peggio ancora in conseguenze sanzionatorie sul piano penale? L’articolo completo prosegue qui >>> http://www.difesaonline.it/evidenza/diritto-militare/militari-e-facebook-quali-limiti-di-utilizzo

 

 

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