Poliziotti omosessuali: il caso della poliziotta Michela Pascali

Roma, 20 Giu 2018 – (Pubblichiamo un estratto del seguente articolo da leggere nella sua completezza collegandosi al link indicato a fine paragrafo) – di Franco Vanni – La poliziotta in servizio a Firenze sarà concesso di indossare l’uniforme alla conferenza europea di Parigi. Seguiamo. – Il ministero dell’Interno smentisce la questura di Firenze. La poliziotta Michela Pascali potrà indossare la divisa a Parigi, all’ottava riunione dell’European Glbt Police Association, che riunisce le associazioni che in 16 Paesi europei si battono per il riconoscimento di pieni diritti per gay, lesbiche e transessuali nelle forze armate e nei corpi di polizia.

Nel giorno in cui Repubblica dà notizia del divieto per la donna di vestire l’uniforme comunicato dal questore fiorentino lo scorso 28 maggio – rilevando “il carattere non istituzionale della partecipazione” – una nota del ministero chiarisce che invece per la Pascali “nulla osta alla partecipazione in divisa, libera dal servizio”.

       

In pratica l’assistente capo della polizia di Stato, che è anche vicepresidente dell’associazione per i diritti Lgbti “Polis Aperta”, a Parigi potrà vestire l’uniforme. A differenza dei colleghi di altri Paesi, comunque, dovrà andarci al di fuori dell’orario di lavoro, usando una giornate di congedo.

La delegazione italiana all’assemblea di Parigi, in programma fra il 27 e il 29 giugno prossimi, comprende anche poliziotti in servizio nelle questure di Milano e Genova, a cui sin dall’inizio non era stato posto alcun limite sull’uso della divisa, pur precisando che l’autorizzazione non doveva essere intesa “come delega a rappresentare ufficialmente la polizia di Stato”. L’articolo completo prosegue qui >>> http://www.repubblica.it/cronaca/2018/06/18/news/poliziotta_gay_viminale_nulla_osta_divisa-199303288/

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