Siamo pronti a fronteggiare un attacco terroristico nucleare? Lo scenario del Nejm

Roma, 02 Apr 2018 – (Pubblichiamo un estratto del seguente articolo da leggere nella sua completezza collegandosi al link indicato a fine paragrafo) – di Maria Rita Monebelli – Cosa potrebbe succedere in seguito ad un attacco terroristico nucleare? Quali sono i diversi scenari e quali conseguenze avrebbero sulla gente? Se lo sono chiesti uno studioso americano e uno inglese che questa settimana pubblicano sul New England Journal of Medicine le loro riflessioni. E le conclusioni sono sconfortanti. Di fronte ad un attacco di vaste proporzioni i medici potrebbero fare poco per salvare la vita della gente. Politica e servizi segreti rappresentano la vera soluzione. Ancora una volta affidata alla ‘prevenzione’. Lo spettro del terrorismo nucleare, nelle sue varie declinazioni, dall’occupazione di una centrale nucleare da parte dei terroristi, all’uso di armi nucleari a bordo di un volo commerciale, alla detonazione intenzionale di armi nucleari (come le cosiddette ‘dirty bomb’), alla dispersione di materiale radioattivo, è sempre più concreto. Robert P. Gale dell’Imperial College di Londra e James O. Armitage dell’Università del Nebraska in un saggio pubblicato sul New England Journal of Medicine fanno il punto su quanto gli Stati Uniti siano pronti a fronteggiare un’eventuale emergenza di questa natura. E molti dei concetti espressi dai due studiosi sono naturalmente applicabili anche ad altri Paesi. Ironia della sorte, molte delle conoscenze sulle conseguenze di un attacco nucleare, vengono proprio dalla drammatica esperienza di Hiroshima e Nagasaki, le due città giapponesi sulle quali gli americani sganciarono nel 1945, nel corso della II Guerra Mondiale, due bombe atomiche. Le vittime, nell’arco dei primi 4 mesi, furono 120-250.000, e i decessi furono determinati per lo più dalla violenta forza percussiva dell’esplosione nucleare o dalle ustioni dovute ai cosiddetti ‘superfires’ (temperature di circa 100 milioni di gradi, sprigionate dall’esplosione nucleare; …L’articolo completo prosegue qui >>> http://www.quotidianosanita.it/scienza-e-farmaci/articolo.php?articolo_id=60423