Sindacalismo militare: Il punto del Gen. D. Nicolò Manca

Roma, 16 Gen 2019 – (Pubblichiamo un estratto del seguente articolo da leggere nella sua completezza collegandosi al link indicato a fine paragrafo) – di Gen. D. Nicolò Manca – Leggiamo di seguito. – Lascio agli esperti il compito di analizzare l’iniziativa “epocale” promossa dal ministro Elisabetta Trenta in fatto di sindacalismo militare; vorrei limitarmi ad evidenziare due aspetti di irrinunciabile rilevanza, non prima di aver premesso una innegabile verità.

Un sindacato che si rispetti, come qualunque rappresentanza di categoria, per difendere gli interessi dei propri adepti di fronte a una controparte che si dimostri sorda a recepire le istanze che le vengono proposte non dispone che di un’arma: lo sciopero.

       

(Primo aspetto) Nel mondo militare “sciopero” significa “disubbedienza”. Fu e resta emblematica l’esperienza dei controllori di volo benedetta a suo tempo dall’allora Comandante Supremo delle Forze Armate Sandro Pertini che, per evitare uno shock istituzionale, sancì la smilitarizzazione della categoria.

(Secondo aspetto) Se i vertici militari non riescono a far pesare di fronte al potere politico la loro voce in fatto di bilancio della difesa (quello italiano confrontato con quelli di nazioni similari è impresentabile), di obsolescenza di sistemi d’arma e di linee mezzi, di condizioni delle infrastrutture e dei poligoni, di retribuzione del personale ecc, i vertici non possono che scegliere tra due strade: A, dire signorsì e chinare il capo, oppure B, dire signornò e dimettersi.

Mentre con l’opzione A le cose non cambiano o, come accade in Italia da decenni, cambiano in peggio, con l’opzione B si possono ipotizzare due scenari. Se riguardano un caso isolato, come già successo, le dimissioni servono solo a mettere in speranzosa fibrillazione i potenziali candidati alla successione del dimissionario, candidati che avranno premura di lanciare chiari messaggi di aver preso le distanze dal “ribelle”.  L’articolo completo prosegue qui >>> http://www.difesaonline.it/evidenza/lettere-al-direttore/signors%C3%ACsignorn%C3%B2-e-la-virt%C3%B9-della-disobbedienza

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