Intervista al cosmonauta Walter Villadei

Roma, 06 Feb 2019 – (Pubblichiamo un estratto della seguente intervista da leggere nella sua completezza collegandosi al link indicato a fine paragrafo) – di Enrico Ferrone – L’intervista a un cosmonauta fuori dallo spazio pone domande imbarazzanti al Governo. Segue. – Riprendiamo una notizia pubblicata da ‘L’Indro’ lo scorso 10 dicembre riguardante il tenente colonnello Walter Villadei, ufficiale dell’Aeronautica Militare Italiana, in fase di addestramento per una missione spaziale. Un astronauta, diranno i nostri Lettori. No, replichiamo noi: un cosmonauta.

A prescindere dalla denominazione che cambia poco, non ci addentriamo nella sterilità dell’argomento. Il motivo per cui ‘L’Indro’ lo ha intervistato è il voler individuare una chiave di lettura per strane assonanze create attorno ad un’idea sovranista delle attività spaziali nel nostro Paese.

       

Intanto ci viene in mente una delle frasi più belle rilasciate da Luca Parmitano dopo essere stato 166 giorni sulla Stazione Spaziale Internazionale: «I confini ce li siamo inventati noi».

Ora, sappiamo bene che la ricerca spaziale ha rappresentato in passato la contrapposizione industriale, militare e politica di due superpotenze, e oggi, grazie a un significativo allargamento tecnologico e progettuale, anche altri attori si impongono a occupare ruoli cruciali nell’universo ultratmosferico.

Basti solo ricordare che a inizio gennaio la sonda cinese Chang’e-4 ha marcato un risultato importante e mai ottenuto nell’emisfero della Luna non osservabile dalla Terra: una dimostrazione di avanguardia e di capacità sistemistica che influenzerà molte scelte economiche e commerciali del futuro. L’intervista completa prosegue qui >>> https://www.lindro.it/walter-villadei-allo-spazio-serve-approccio-integrato-e-un-pensiero-piu-strategico/

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