La Marina alla guerra contro la Finanza

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Roma, 23 Nov 2014 – L’avvicendamento in corso fra le operazioni Mare Nostrum e Triton, la prima di soccorso in mare degli immigrati, gestita dall’Italia, la seconda di controllo delle frontiere, che fa capo all’agenzia europea Frontex, continua a fare fibrillare il rapporto fra la Marina militare e la Guardia di Finanza.

Tutto nasce dalla richiesta della Marina di spostare il centro di coordinamento di Triton dal Comando aeronavale della Finanza di Pratica di Mare (Roma), al Comando della Squadra navale della marina militare stessa, collocato a Santa Rosa, sempre nella Capitale.

Nelle scorse settimane sul ministero dell’Interno sarebbero pervenute pressioni in questo senso, tanto che il Viminale ha chiesto formalmente a Frontex un parere sulla possibilità che il coordinamento di Triton passasse alla Marina. La risposta dell’Agenzia europea, ormai nota, è stata un secco «niet».

Non solo perché Triton, come ufficialmente affermato da Frontex, «non sostituirà Mare Nostrum» poiché «non è consentito né dal mandato né dalla disponibilità delle risorse», ma anche perché si tratta di un’operazione di polizia, e come tale non può essere affidata a una forza militare. Di fronte al netto rifiuto posto da Frontex alle richieste della Marina, il caso, però, rimane aperto, le pressioni continuano, il ministero dell’Interno è sempre più in imbarazzo. Il 18 novembre scorso, infatti, di buon mattino, Giovanni Pinto, Direttore centrale dell’immigrazione e della polizia delle frontiere presso il Viminale, ha fatto visita al Comando aeronavale della Guardia di finanza di Pratica di Mare. L’articolo prosegue qui >>> http://www.iltempo.it/cronache/2014/11/22/la-marina-alla-guerra-contro-la-finanza-1.1348021

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