L’arresto di Riina: il racconto del Capitano Ultimo

Palermo, 28 Mag 2018 – (Pubblichiamo un estratto del seguente articolo da leggere nella sua completezza collegandosi al link indicato a fine paragrafo) – Il racconto di uno dei più importanti arresti di mafia con le sue oscure verità. (Segue articolo). – “Catturate Riina :Gli uomini che fecero l’impresa”: 25 anni fa a Palermo fu arrestato il Capo dei Capi dopo un blitz del capitano Ultimo e dai suoi uomini dei Reparti operativi speciali dei carabinieri. Come andò quella caccia segreta, durata sei mesi, iniziata dopo i boati di Capaci e via D’Amelio? A raccontarlo – per la prima volta – i protagonisti di quella impresa, in una lunga intervista-reportage di Pino Corrias e Renato Pezzini per Raiuno, in onda sabato 26 maggio in seconda serata (orario fissato per le 00.20).

La responsabilità della mancata perquisizione alla villa in cui viveva Totò Riina – da quello che raccontano Ultimo e i suoi uomini – va attribuita alla Procura di Palermo all’epoca guidata da Giancarlo Caselli. Eppure per la scelta di non perquisire – proposta dai carabinieri e accettata dalla Procura – Ultimo è stato inquisito per anni; Caselli e gli altri magistrati mai.

       

E’ stato il Messaggero a svelare qualche anticipazione, riferendo il racconto dei componenti del gruppo di carabinieri guidato dal capitano Sergio Di Caprio (Ultimo) che il 15 gennaio del 1993, dopo mesi di appostamenti, arrestarono il capo dei capi di Cosa Nostra, latitante da 23 anni.

“Arrivammo a Palermo nel settembre del 1992 – raccontano -. Scoprimmo che di Riina non esistevano né foto, né informative, né dossier. Il suo fascicolo era di poche pagine. La verità è che tutti ne avevano paura”. Mesi di pedinamenti e investigazioni in solitudine, le “soffiate” del pentito Balduccio Di Maggio, il momento dell’arresto. L’articolo completo prosegue qui >>> http://www.palermotoday.it/cronaca/mafia/arresto-riina-capitano-ultimo-tv-retroscena.html

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