Nonnismo e stalking in caserma

Roma, 02 Mar 2019 – (Pubblichiamo un estratto del seguente articolo da leggere nella sua completezza collegandosi al link indicato a fine paragrafo) – di Gianluca Di Feo – Regolamenti dimenticati quando è finita la leva obbligatoria, mentre gli uomini e le donne in divisa si sono trovati ad affrontare realtà sempre più difficili. (Di seguito l’articolo). – Il nonnismo in caserma? Se ne parla da sempre, ma nessuno si è mai preoccupato di qualificarlo come reato. E nel frattempo è diventato più complesso e insidioso.

“Poiché oggi è presente nelle forze armate anche la componente femminile, gli atti di prevaricazione e di violenza che costituiscono il nonnismo spesso si connettono e si associano con una finalità di carattere sessuale”. Il procuratore generale Marco De Paolis non risparmia nessuna delle ombre che riguardano la giustizia militare.

       

Regolamenti dimenticati quando è finita la leva obbligatoria, mentre gli uomini e le donne in divisa si sono trovati ad affrontare realtà sempre più difficili. Bisogna applicare le norme pensate per le reclute indisciplinate ai professionisti che vivono sotto attacco in Afghanistan o alla sfera telematica delle cyberwar.

Per questo il procuratore De Paolis scrive nella relazione di inaugurazione dell’anno giudiziario che “appare indispensabile disciplinare specificamente le situazioni di mobbing, di stalking e di abusi sessuali all’interno delle forze armate, attraverso una disciplina specifica che tenga conto delle peculiarità di status dei soggetti attivi e passivi e di contesto entro cui i fatti si verificano.

Per non parlare poi dei reati informatici, la cui mancata previsione in ambito militare crea non pochi problemi interpretativi”. Il vuoto legislativo nelle forze armate riguarda soprattutto la condizione femminile. L’articolo completo prosegue qui >>> https://www.repubblica.it/cronaca/2019/03/01/news/nonnismo_e_stalking_in_caserma_ma_il_reato_non_c_e_-220431497/

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