TANTE PROMESSE E ANCORA NULLA DI FATTO IN TEMA DI RIORDINO

Roma, 11 Gen 2017 – Riceviamo e pubblichiamo – da Alphonse – Terminato il 2016 sorge spontaneo interrogarsi sul risultato che dopo circa due anni hanno portato le interminabili riunioni “strategiche “ tra vertici delle forze di polizia ed armate, con pedisseque riunioni tecniche tra i delegati di ciascuna amministrazione. Una cosa è certa, anche queste riunioni hanno un costo, e se anche questa volta non si arriverà all’attuazione di una legge dello stato, la 124 del 2015, qualcuno dovrà risponderne. Di fatto, Le parti sociali di comparto, con l’atteggiamento generalizzato di mera critica sterile, corrono il rischio di danneggiare i loro rappresentati, fornendo l’assist all’inerzia politica ed amministrativa. Di converso dovrebbero combattere quello che è l’unico vero pericolo incombente e che danneggia il personale delle forze di polizia e delle FF.AA., ossia il pericolo che a voler tutto non si consegua nulla. L’unica cosa certa è che il riordino fa guadagnare tutti i ruoli e tutti gradi sia a livello giuridico che economico, diversamente dai bonus, che oltre a non avere valenza giuridica e pensionistica, hanno efficacia limitata nel tempo con conseguente incertezza ed instabilità, come dimostra la fondata possibilità che che già a partire dal cedolino di gennaio, ci si ritrovi senza bonus. Certamente la mancanza del bonus a gennaio non è un problema qualora si incassi il riordino entro febbraio, diversamente si sarà trattato di un bluff. Uniti si vince, ed è per questo che COCER e sindacati dovrebbero agire in sinergia, magari con comunicato ed azioni unitarie per far si che si arrivi al riordino entro la scadenza di febbraio, senza stare dalla finestra a guardare e lamentarsi quando si tratta di concludere la partita riordino. Diversamente si forniscono deleteri e forse involontari appoggi per uno strumentale, ulteriore, inammissibile rinvio della attuazione della legge delega sul riordino. I dipendenti del comparto difesa e sicurezza vogliono il riordino! L’inerzia infatti scontenta tutti più di un provvedimento non condiviso. Il bonus di 80 euro mortifica soltanto un comparto, che ha dimostrato il suo valore anche in tema di lotta al terrorismo.