Vittime dell’Uranio impoverito: Lettera a Difesa Online

Roma, 10 Gen 2019 – (Pubblichiamo un estratto della seguente lettera da leggere nella sua completezza collegandosi al link indicato a fine paragrafo) – di Andrea Cucco – Segue lettera di Casillo Mafalda – Gentilissimo direttore mi presento sono Casillo Mafalda, sono una normalissima cittadina italiana, sono una mamma, una moglie, una figlia ed ero una sorella. “Ero” perchè mio fratello Simone è morto.

Simone era un ragazzone di due metri, partito nel 2000 come volontario VFP. Non le sto a raccontare la gioia di mio fratello il giorno che è entrato in caserma (la “Lollighetti” di Trani), proveniamo da una famiglia di militari!

       

Comunque Simone viveva in quella caserma, dove vi erano mezzi e materiale proveniente dai Balcani, allora non si sapeva nulla di ciò che si usava in quella guerra. Simone addetto al centralino e viveva vicino al rimessaggio di questi mezzi.

Dopo un anno fece le selezioni per passare in polizia… Carissimo direttore da quel giorno è iniziato il nostro incubo. Durante le visite gli fu riscontrata una macchia ai polmoni, non le racconto tutta la trafila che abbiamo fatto, ma le dico che quella macchia era un Linfoma di Hodgkin al 4 stadio al Mediastino.

In quel periodo, per quanto brutta la notizia, ci aggrappammo alla speranza che non fosse un tumore incurabile. Simone comunicò ai suoi superiori la diagnosi poi confermata dall’ufficiale medico dell’ospedale militare di Caserta.

Il chirurgo che operò mio fratello all’epoca ci parlò per primo della possibilità di essere entrato in contatto con materiale radioattivo, siccome la posizione del Linfoma era particolare, sentì per la prima volta l’Uranio impoverito.

Simone faceva chemioterapie e radioterapie, ogni tot giorni si doveva presentare in caserma, rimanerci per una giornata e poi ritornare a casa, tutto questo per un anno e mezzo. La lettera completa prosegue qui >>> http://www.difesaonline.it/evidenza/lettere-al-direttore/lettera-difesa-online-%C3%A8-ora-di-fare-chiarezza-e-rendere-giustizia-alle

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