Nato: avere un padrone in casa per un pericolo russo che non c’è

Roma, 09 Mag 2018 – (Pubblichiamo un estratto del seguente articolo da leggere nella sua completezza collegandosi al link indicato a fine paragrafo) – di Dario Rivolta – Nessuno può dubitare che dalla fine della guerra mondiale alla caduta dell’Unione Sovietica la NATO abbia rappresentato un enorme fattore di sicurezza per tutta l’Europa occidentale. E’ grazie a quest’alleanza che, nonostante la presenza di un forte Partito Comunista finanziato e sostenuto (anche logisticamente) da Mosca, l’Italia ha potuto godere di una libera democrazia e di uno sviluppo economico all’interno della logica di mercato. Nonostante gli accordi di Yalta, la lotta tra le due super potenze per un maggior controllo sul mondo era continuata per più di quarant’anni e il luogo principe del confronto e del possibile scontro era indubbiamente l’Europa, ove l’Italia rappresentava l’anello politicamente più debole della catena. Fu grazie alla certezza della “copertura” NATO che potemmo permetterci di investire poco nella difesa e favorire altre priorità. Le basi navali, aeree e missilistiche NATO e americane supplivano alla limitatezza delle nostre Forze Armate che si riducevano a fungere da “supporto” potenziale. L’articolo 5 del trattato garantiva a ogni Stato membro che, in caso di attacco da terzi, tutti gli altri associati si sarebbero mossi in sua difesa e quest’assicurazione costituiva una deterrenza da qualsiasi cattivo pensiero del “nemico”. Certamente, tutto ciò aveva un costo anche per noi. Non sempre evidente ma reale: eravamo sì liberi, ma entro certi limiti. Di fatto, anche se non formalmente, i nostri amici americani mantenevano il diritto di intromettersi nella nostra politica (sia interna che estera), sponsorizzavano alcuni dei nostri partiti, organizzavano alcune strutture armate segrete (vedi Staybehind e Gladio), “seducevano” i nostri alti comandi militari e i nostri “servizi”.  L’articolo completo prosegue qui >>> http://www.notiziegeopolitiche.net/nato-avere-un-padrone-in-casa-per-un-pericolo-russo-che-non-ce/