Attacco autobus: Il racconto del carabiniere eroe ferito

Milano, 22 Mar 2019 – (Pubblichiamo un estratto del seguente articolo da leggere nella sua completezza collegandosi al link indicato a fine paragrafo) – di Giuseppe De Lorenzo – Il racconto di uno dei carabinieri che ha fermato l’attentatore del bus. Rotto il vetro posteriore del bus per salvare gli alunni. Segue. – Parlare col senno di poi è facile. Troppo. Ha ragione il procuratore capo di Milano, Francesco Greco, a dire che il “miracolo” è stato possibile solo grazie a quei carabinieri “eccezionali” che sono riusciti a estrarre fuori dal bus i bambini prima che divampassero le fiamme.

Bisognava essere lì per capire la difficoltà dell’intervento. Poteva essere una strage, il massacro della Paullese. E se il folle gesto di un autista senegalese non ha spezzato la vita di 51 alunni delle medie, lo dobbiamo alle mani del militare (e dei 4 colleghi) che hanno spaccato il vetro del pullman.

       

A volte c’è bisogno di simboli per capire fino in fondo un fatto. Le immagini aiutano, certo. Ci sono i bambini che urlano impauriti mentre sfuggono alla morte. Ma c’è anche quello scatto della mano ferita del carabiniere. È questo forse il vero emblema della giornata di terrore.

La benda copre i tagli rimediati questa mattina dal militare della stazione dell’Arma di Segrate. Sono le 11.50 quando al 112 arriva la chiamata dei genitori di un ragazzino delle medie a bordo di un bus delle Autoguidovie: l’autista, un senegalese, li ha sequestrati e minaccia di dare fuoco al mezzo con una tanica di benzina e un accendino.

“Vado a fare una strage a Linate”, urla Osseynou Sy agli studenti. Vuole vendicare le “politiche criminali dell’Europa sulla migrazione”. Lega con delle fascette le mani dei ragazzini. Li tiene sotto scacco, ma uno di loro riesce a liberarsi e a chiamare aiuto.  L’articolo completo prosegue qui >>> http://www.ilgiornale.it/news/milano/quelle-mani-insanguinate-carabiniere-che-hanno-salvato-i-1666180.html

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